★ Apple: l’ultima a combattere le pirateria

Standard

20140530-082800-30480180.jpg
Sembra un po’ strano a pensarci, ma è facile da realizzare: Apple è forse stata da sempre l’unica compagnia a combattere la pirateria e di sicuro è l’ultima. Ovviamente mi riferisco a compagnie produttrici di sistemi operativi, non alle case discografiche e quant’altro.

Analizziamo per bene la situazione: benchè si continui a bersagliare Apple come malvagia per utilizzare un modello chiuso e ultraprotettivo nei suoi prodotti, è l’unica compagnia a tenere in piedi il mercato delle app e per anni è stata praticamente l’unica ancora di salvataggio dell’industria musicale. Tutto questo perchè? Partiamo dal principio.

L’iTunes store è nato perchè Napster e il file sharing avevano messo in ginocchio l’industria discografica. Più che altro non vi era un alternativa legale valida per comprare musica online. Apple con l’iTunes store ha iniziato a offrire qualità (qualità nel suono e nella codifica dei file) per un prezzo ragionevole (inizialmente 99c a canzone, ultimamente i prezzi sono divisi in 3 categorie ma comunque molto bassi). Quando alle persone si da la possibilità di pagare poco per avere molto, comprano anzichè rubare. Non finirò mai di ripeterlo. E sembrerà strano, ma che ci crediate o meno l’iTunes store ha salvato la musica. Ultimamente, o meglio negli ultimi mesi, le vendite però hanno iniziato a diminuire, benché di recente abbiano raggiunto i 35 miliardi di canzoni acquistate, in favore dei servizi di streaming che offrono un abbonamento mensile.

Altro discorso e molto più approfondito si può fare per le app. Qui il discorso si biforca di nuovo. Da una parte Apple combatte in tutti i modi le app piratate, impedendo che vengano installate senza prima essere acquistate. Questo ha portato l’App Store ad essere super profittevole, e di gran lunga molto più redditizio del Play Store di Google, dove si possono addirittura scaricare app che forniscono facilmente app a pagamento gratuitamente. Non entro nei dettagli ma sappiate che è talmente poco curato che una volta erano state immesse e vendute delle app che fingevano di essere le suite iWork e iLife di Apple. Tanto per dire.

Apple non si ferma qui però, e questo è un punto molto controverso. Il regolamento dell’App Store impedisce di pubblicare delle app che consentano il download illegale di qualsiasi tipo di file. Ad Apple infatti non importa se tu vuoi utilizzare legalmente i torrent. Un app che consente lo scaricamento di torrent consente la pirateria e quindi non è ammissibile nello store. Per quanto questi metodi siano molto controversi, sono gli unici che rendono gli utenti consapevoli dei proprio download e che ripristinano un senso di legalità nei download da internet.

image

È infatti diventato troppo facile e scontato scaricare giochi, musica ed app senza pagarle. Per quanto non ci si pensi, è sempre un furto. Non c’è la custodia, non c’è il CD e non ti siedi in una poltrona al cinema, ma è come se lo facessi. Un ragionamento che ho sentito fare ad una persona: se si acquistasse la musica, ne avremmo per certo molta di meno. Ma se la acquistassimo, sarebbero solamente i brani che realmente ci interessano. Con molti meno brani, non ci godremmo di più la musica?