★ Apple 3.0, beta 1

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Dopo una settimana dal WWDC, si può commentare il tutto con un po’ più di testa, perchè è passata l’euforia iniziale e si è un po’ più obiettivi. Tralasciando comunque che ne ho viste di ogni in internet, anche di androidiani furiosi (e abbastanza male informati) che lanciavano insulti a destra e a manca e al contrario gente che è andata matta, come me, per le nuove feature presentate.

Detto questo ecco di cosa voglio parlare: a molti può sembrare che Apple si stia lentamente lasciando andare e diventando un po’ più come Google con Android, ma c’è una enorme differenza tra il modo con cui fa le cose Apple e quello di Google.

Benché le Extensions delle app in Android fossero già presenti, su iOS funzionano in modo molto diverso, soprattutto a livello tecnico. Infatti mentre su Android un app ha completo accesso alla memoria e a praticamente tutte le funzioni del dispositivo, su iOS le app sono racchiuse in una Sandbox con non permette loro di conoscere nulla al di fuori di questo contenitore. Allora come funzionano le Extensions? Beh, senza vantarmi troppo, io avevo ipotizzato che queste app potessero interagire tra di loro tramite un dialogo con iOS stesso in funzione di intermediario, ed è proprio quello che è stato fatto. Anche le tastiere di terze parti, una volta installate, hanno bisogno dell’autorizzazione dell’utente per accedere ad internet. In iOS 8 ci sono stati inoltre un sacco di miglioramenti sulla sicurezza, o quantomeno sul tenere informati gli utenti riguardo cosa stanno facendo le app. Infatti ora, per esempio, il sistema non solo richiede all’utente il permesso per fare utilizzare ad un app la posizione, ma se l’app la utilizza anche mentre è in background, iOS chiede all’utente se vuole consentire la cosa. Idem per l’attività in background delle applicazioni. Un altro miglioramento è derivato dalla randomizzazione del indirizzo MAC quando connessi a una rete Wi-Fi. Ok, la smetto di parlare Arabo. Praticamente ogni dispositivo (ma proprio tutti, non fatevi trarre in inganno dal nome MAC che non centra nulla con i Mac) ha un indirizzo MAC che lo identifica univocamente e che permette di tracciare il dispositivo. iOS 8 invece collegandosi a una rete Wi-Fi genera questi indirizzi casualmente, impedendo così il tracking.

Insomma per queste funzionalità aggiunte io definirei iOS se proprio proprio per chi sostiene che sia una copia di Android, un Android 2.0 sicuro al 100%. Una cosa che invece non mi va per nulla a genio sono proprio l’infinità di opzioni di sicurezza e personalizzazione che sono state aggiunte al telefono. Ci si perde letteralmente. Tanto per farvi capire quando si aprono le impostazioni del telefono in fondo vi è sempre stata una lista di quelle app che inserivano delle impostazioni che non si potevano modificare direttamente al loro interno. Ora invece vi è una lista completa di tutte le app con la possibilità per ogni app di disattivare la rete dati cellulare, le notifiche, l’aggiornamento in background e la localizzazione. Queste cose c’erano anche prima e ci sono anche ora negli appositi menu della privacy e delle notifiche e questo doppione che è stato aggiunto mi irrita parecchio. Questa personalizzazione senza ragionamento che spinge addirittura ad avere molti modi per fare la stessa cosa l’ho sempre fortemente criticata ad Android e che non la tollero su iOS, spero decisamente che semplificheranno di molto il tutto.

Non confondetevi però, Apple ha fatto due mosse devastanti per Android settimana scorsa, e hanno due nomi ben precisi. Metal e Swift. Metal è una nuova libreria grafica proprietaria che va a sostituire OpenGL e che a quanto detto è quasi 10 volte più performante. Swift invece è un linguaggio di programmazione completamente nuovo e che abbandona il C che era alla base dell’Objective-C, che Apple utilizzava da più di 20 anni, anch’esso a quanto detto molto più semplice da utilizzare e molto più prestante. Oltre alle evidenti migliori in performance, abbandonare OpenGL e C vuol dire complicare il porting di app da iOS ad Android, il che vuol dire disastri per il gaming su Android e tempi di sviluppo più lunghi per il resto delle app.

Ma perchè il titolo dell’articolo è Apple 3.0, beta 1? Perchè quella che si è mostrata settimana scorsa è una nuova Apple, non solo x l’apertura a terze parti, ma anche per come si presentano loro stessi: le loro presentazione sono da sempre state le migliori (intendo a livello di struttura e modalità di esposizione) e con il cambio di guardia nel management di 2 anni fa, una presentazione gestita dal mitico Craig Federighi è anche molto diventerte e zeppa di battute NATURALI e che fanno RIDERE, tralasciando la chiamata a Dr. Dre un po’ imbarazzante.

Perchè beta 1? Prima di tutto perchè è in continuo cambiamento, e ci sono ancora molte cose da sistemare, ad esempio il team di sviluppo delle mappe e iTunes Radio per competere con Spotify, seconda cosa perchè in questo momento ho installato la beta 1 di iOS 8 e la definirei un po’ più una Alpha: credetemi sulla parola quando vi dico che non funziona un emerito c***o. Ma insomma, pace amen, settimana prossima (storicamente le beta di iOS escono ogni due settimane di martedi) uscirà la beta 2 e spero vivamente che sia un pelino più utilizzabile. Anche perchè praticamente ho il telefono che diventa un calorifero ogni volta che lo uso e la batteria bisogna ricaricarla quasi 4 volte al giorno. Evviva le beta, evviva gli sviluppatori.

Colgo anche l’occasione per comunicarvi che nel codice di iOS 8 sono presenti funzioni molto interessanti ma non ancora utilizzabili (come suggerivano i rumors): lo split-screen su iPad e delle migliorie consistenti alle mappe. Attenderemo iOS 8.1, che bisogna farci.