★ Esperienze: ho provato Oculus Rift

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Essendo in vacanza nella ridente cittadina di Praga, mi sono imbattuto in parecchie diavolerie dedicate ai turisti. Tra queste è sbucato dal nulla un negozio che offriva un tour di Praga in volo. Diciamo che l’ho fatto esclusivamente per provare i tanto decantati visori Oculus Rift. Per tanto, ecco cosa ne penso della mia esperienza.

Inizio col dire che sfortunatamente quella che ho provato è la prima versione del Rift, da gennaio (presentata al CES di Las Vegas) è disponibile la seconda versione migliorata sotto molti aspetti. Altra piccola nota: il filmato è stato registrato con un Parrot Airdrone in 720p e l’esperienza veniva resa più realistica da una piattaforma mobile che simulava un elicottero sorvolante la città.

Introduzione finita. Passiamo alla mia esperienza. Sinceramente avevo grandi aspettative per questi visori così osannati da tutti e forse è per questo che sono rimasto un po’ deluso. La primissima cosa che ho notato è stata la bassissima densità di pixel dello schermo (risoluzione 1280×800): si potevano distinguere benissimo l’uno dall’altro. Questo devo dire che mi ha lasciato veramente di stucco, poiché era l’ultima cosa che mi sarei aspettato: se si vuole rappresentare la realtà non si può mostrare all’utente una costellazione di quadratini. Inoltre, benché le lenti fossero ben pulite, lo schermo interno era abbastanza sporco, il che significa che entra facilmente polvere all’interno del visore. La nuova versione utilizza come schermo niente meno che la parte frontale di un Galaxy Note 3 che ha una risoluzione Full HD, che quindi credo sia un notevole passo avanti.

Sorpassati questi piccoli problemi, lo scoglio principale è arrivato con lo spostamento della testa. Ora non so se fosse una questione di potenza del computer o cosa (in tutto i visori collegati erano 6) ma anche se le immagini si muovevano seguendo i movimenti della testa, queste non erano fluide, cosa molto fastidiosa perché mi ha quasi fatto credere di essere in un brutto sogno. Questa cosa inoltre mi ha provocato una leggera nausea che è passata solo una mezz’oretta dopo averli tolti.

Bisogna comunque aggiungere che questo problema dicono sia stato in gran parte risolto con la seconda versione dell’Oculus Rift: mentre la prima versione utilizzava uno schermo LCD tradizionale, quella nuova usa uno schermo a tecnologia OLED che poiché utilizza i pixel in un modo leggermente diverso possiede una latenza minore. Questo vuol dire che le immagini rispondono più velocemente ai movimenti della testa. Questi stessi movimenti sono individuati ancora meglio grazie ad un sistema di tracciamento posizionale per mezzo di una telecamera che identifica due dozzine di infrarossi piazzati su tutto il Rift. Con questo nuovo sistema ci si può sdraiare e accovacciare poiché il dispositivo è a conoscenza della posizione dell’utente nello spazio, il che può anche aiutare a ridurre la nausea poiché verranno rappresentati movimenti che prima non venivano nemmeno tracciati. Ma questa non è la tecnica più interessante usata da Oculus nel nuovo Rift. Il nuovo schermo OLED è uno schermo a bassa Persistenza della visione. Quest’ultimo è un concetto fondamentale che ci permette di guardare dei film girati a soli 24 frame al secondo. Anche se le immagini appaiono una per una è la nostra mente a riempire gli intervalli e grazie a questo noi vediamo delle transizioni fluide. Oculus in questo caso riduce i frame dei video intenzionalmente in modo tale che la nostra testa renda fluida la realtà virtuale.

Tornando a quella che è stata la mia esperienza devo specificare inoltre che benché l’occhio sia molto prossimo alla lente, l’immagine io l’ho percepita in una cornice composta dalla plastica attorno. Il che ovviamente ha compromesso di non poco l’immersione nel tour di Praga. Ennesimo neo consiste nella completa sfocatura dell’immagine, che si sdoppia anche e forma bellissimi arcobaleni, nel caso in cui si muovano gli occhi verso le estremità delle lenti.

La mia esperienza non è stata quindi delle migliori, ma è anche vero che ho provato un modello vecchio e che il Rift è un prodotto che non è ancora destinato al pubblico, ma soltanto agli sviluppatori paganti.