★ The next big thing is already here

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Ok, questo sarà un articolo molto acceso e molto Apple-way, ma in uno scambio di pareri su Facebook mi sono venuti molti pensieri da scrivere e quindi sfrutto l’occasione. Mi scuso se ne uscirà un articolo lungo. Il tutto è scaturito, come dicevo, da dei pareri sui nuovi iPhone, che qualcuno ha visto come “non-da-Apple” per via del prezzo, delle dimensioni degli schermi e per via degli 8 megapixel di fotocamera. Benchè questa sia l’origine della discussione, questo articolo non sarà focalizzato sui nuovi iPhone 6. Questo è uno di quegli articoli che si scrivono in un momento di presa di posizione assoluta.

Partiamo dal titolo, ok? Uno dei più famosi slogan di Samsung.”La prossima grande innovazione è già arrivata”. Android è senza ombra di dubbio il sistema operativo mobile più diffuso sul pianeta. Su questo chi non è d’accordo è semplicemente disinformato. Ciò non toglie che per esempio negli USA é iOS ad essere il più diffuso. Il fatto è, com’è stato possibile che Android sia divenuto così diffuso? Voi direte beh, è su qualsiasi telefono che non sia targato Apple. E su questo avete ragione. Ma il fatto è che agli albori di Android era semplicemente un alternativa come tante altre. Beh, potremmo dire che Google ha giocato le proprie carte sapientemente.

Mi spiego: la lotta Apple VS Google infuria più che mai (specie ora con questi nuovi iPhone con gli schermi maggiorati). Questa non è la prima lotta in cui Apple si è trovata coinvolta. Solo che la prima era diversa. Ai bei vecchi tempi degli spot “Get a Mac” erano i computer di Apple e quelli che montavano Windows a rivaleggiarsi. Ma il discorso si basava su quale dei due fosse migliore dell’altro a livello di feature, prestazioni, design, applicazione e adozione di nuove tecnologie. Oggi non è così, sembra così, ma non lo è. Avevo detto che avrei iniziato con il titolo. Beh quello slogan rappresenta lo squallore a cui si è abbassata l’intera industria di prodotti tecnologici di consumo pur di battere Apple. E non sto esagerando. Pensateci bene. Quando qualcuno critica Apple non dice che l’iPhone va lento, che le app sono meglio su Android etc. Le motivazioni portate sono sempre due: Android è personalizzabile, a quel prezzo mi compro due telefoni (o simili). La prima ve la scarto facilmente: tralasciando il livello di personalizzazione raggiunto con iOS 8 in completa sicurezza (non come su Android dove altre app possono leggere i dati di altre app senza alcun disturbo), credo fermamente che le persone siano intelligenti e sappiano cosa comprano. Gli utonti statisticamente esistono, ma la maggior parte conosce i prodotti e sa se preferisce un telefono piuttosto che un altro.

Il prezzo dei prodotti Apple. Non è una novità che Apple sia cara. Lo è sempre stata: l’Apple Lisa costava $9995 dollari che se fixati considerando l’inflazione porterebbero al 2010 il costo di un Lisa a $21844.85. Riprendiamo la storia: Microsoft non è mai riuscita a battere Apple sulla qualità del software. Google d’altro canto, pur essendo di parecchie volte superiore a Microsoft si è solo avvicinata (basti pensare che la stessa Google ha ammesso che Google maps per iPhone è un app più valida su iOS che su Android). Il problema di Google e degli altri produttori è la storia e il mondo che ha creato Microsoft: pieno di rabbia e frustrazione verso la tecnologia, in cui le persone si arrendono anche solo prima di provare a utilizzarla e capirla. Apple con l’iPhone a tutte queste persone ha dimostrato che non deve essere così per forza. Ma allora come battere un ecosistema composto da applicazioni, accessori, servizi e integrazione come quello di Apple? Il prezzo e la denigrazione.

Qui entra in gioco Samsung. Samsung ha avuto successo per il prezzo basso dei propri dispositivi, per la svalutazione dei propri prodotti (vi ricordate quando Davide qualche articolo fa ha parlato dell’S3 Neo? Se girate a Milano nella metro lo troverete scontatissimo al Carrefour), per le regalie al momento dell’acquisto (exempli gratia le maledette aspirapolvere) e per l’aver colto la disperazione degli operatori che non controllavano più il software presente sui telefoni. Ah, e poi la genialata. La madre di tutte le cazzate. “Noi l’abbiamo fatto prima”, non importa se fa schifo, se non ha senso, se non venderà. Noi l’abbiamo fatto. E si, mi riferisco a quei soprammobili della serie Gear, Nel contempo, siccome le persone sono attirate dai prezzi bassi e dal marketing a ingoio come un quindicenne davanti a due tette enormi, pure gli altri produttori si sono adeguati a fare qualsiasi cosa, anche se si trattava solo di un rumor, che Apple avesse intenzione di fare, senza dar peso alla qualità del prodotto.

Google, che nel frattempo visto tutta questa frenesia ha fatto i big money, ha capito che abbassando i prezzi, avrebbe fatto i soldoni. E qui entra in scena il capitolo Nexus, una serie di telefoni che acquistata dal produttore costava quanto un telefono normale, ma nello store Google diventava magicamente la metà. Solo che è durata poco questa serie, perchè nei due anni che è durata è arrivata la terza piaga: i produttori cinesi. I produttori cinesi si sono semplicemente messi a fare il gioco di Samsung, tutto al ribasso e a prezzi stracciati. Il problema è che i cinesi sono i maestri del prezzo stracciato. Cosi in questo preciso momento Samsung oltre a perdere vendite verso HTC, Sony e LG è alle prese con i suoi discepoli Huawei, One e company. E in tutto questo cosa c’entra Google? Nei suoi oscuri uffici di Mountain View Larry Page ha analizzato la situazione, ha annullato il programma Nexus e ha tirato fuori due nuovi jolly. Android Silver e Androd One. Il primo, che dovrebbe mettere in luce i migliori telefoni sul mercato con installato Android untouched probabilmente nemmeno partirà. Il secondo è la rappresentazione estesa dello squallore di cui si parlava prima. Android One è un programma che venderà nei paesi in via di sviluppo dei telefoni a prezzo più stracciato dello stracciato. Tutto questo solo per dire di avere più marketshare di iOS e numeri di vendita da capogiro.

Ma la cosa non si ferma qui, figuriamoci. Quegli stramaledetti Chromebook. Dopo il totale disastro dei NetBook, Google ha trovato la soluzione per vendere pattume tecnologico a basso prezzo e non intaccare le performance spostando praticamente tutta la potenza di calcolo nel cloud. L’esperienza utente ovviamente va quel paese (anche se dopo 3 versioni sembra che stiano tornando utili a qualche bambino africano disperso in chissà quale villaggio con internet a 56k, perchè si Google ci tiene a queste cose), ma non importa perchè stanno riuscendo a rubare fette di mercato a Microsoft, che ora sta iniziando a rispondere nell’unico modo in cui può rispondere in un periodo di crisi e di utenti arrapati dai prezzi bassi: altri computer a basso prezzo.

insomma, e qui chiudo, che ve ne rendiate conto o no, quando un telefono ha un prezzo basso, Google vi sta facendo credere che abbiate un telefono bellissimo e super funzionale, la realtà è che gli smartphone post iPhone avrebbero dovuto eccedere da ogni punto di vista i PC e Android non solo è peggio di Windows, ma sta riportando lentamente e inconsciamente tutti i telefoni a uno stato Nokia pre-iPhone.

Apple è l’unica compagnia rimasta con un occhio di riguardo per l’esperienza utente (fatta eccezione per gli ultimi tentativi di Microsoft). Tutti gli altri vogliono solo vendervi prodotti a basso prezzo sperando di acchiappare un po’ di quel market share nelle mani di Samsung e Apple.

Chiamatemi fanboy, haters gonna hate.