Lucy ed ombre di una recensione. Lo spiegone di Lucy

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Lucy, di Luc Besson, 2014.

Io non ho capito se è serio oppure no.
Lucy intendo, ma anche Luc Besson sembra stia prendendo in giro tutti.
Chiedo scusa a chi legge questa recensione sperando di trovare un’analisi compiuta attorno al senso del film. Non la troverà. Questo non perché io non abbia voglia di scrivere come ho interpretato il film ma semplicemente perché… Non l’ho interpretato.

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Non amo Besson, non conosco la sua filmografia al di fuori delle opere principali e questo suo ultimo film non ha certo contribuito a farmi venire voglia di approfondire.
La trama in breve: abbiamo Scarlett Johansson che si becca i calci in pancia e grazie ad un pacchetto di droga diventa intelligentissima, sviluppando così super poteri.
Sospendete l’incredulità per un momento: secondo i francesi usare il proprio cervello appieno permette di cambiare le proprie sembianze a piacimento, oltre che a prendere 30 in un esame.
Non l’ho capito, lo ammetto, io non ho capito cosa aveva in testa il regista girando questa pellicola. Besson inizia a martoriare le orecchie sin dai primi secondi di film servendosi di un interminabile spiegone, inutile però sperare che essersi tolti questo dente all’inizio permetta di alleviare il dolore per il resto del film. Siamo solo all’inizio. Non so di chi sia la sciagurata idea di utilizzare una forma di montaggio molto seria e delicata quale il montaggio delle attrazioni; convinto di girare Ottobre di Ejzenštejn, Besson utilizza immagini documentaristiche in chiave metaforica per descrivere ciò che accade nella storia.
Ecco quindi che Scarlett in fuga diventa una gazzella inseguita da una tigre.
Ecco che Scarlett presa dai cattivi diventa una gazzella mangiata dalla tigre.
Andrebbe tutto bene se le risate che suscita questo stratagemma fossero volute, invece la sensazione che tutto ciò fosse da leggersi in chiave seria permane.
Si può proseguire quanto si vuole ma il film continua a non funzionare. Persino Morgan Freeman contribuisce ad annacquare il film, interpretando un ricercatore che passa metà del film a spiegare ad altri ricercatori nozioni banalissime quali “l’uomo discende dalla scimmia”, “è grazie all’evoluzione che siamo diventati come siamo”. Ma l’apice dell’assurdità si raggiunge quando, dopo avere esposto la sua teoria riguardante l’uso di più del 10% delle facoltà cognitive dell’uomo, egli rimane spiazzato dalla domanda

cosa succederebbe se utilizzassimo il 100% del cervello?

Della serie “non ci avevo pensato, chiedo allo sceneggiatore“.
Lucy è un film d’azione, mi si obietterà, la trama interessa fino ad un certo punto.
Purtroppo anche quella, seppur ben coreografata (si veda qui
) è rallentata da un montaggio che non riesce a mantenere la coerenza tra dentro e fuori, a mostrare più situazioni di tensione in contemporanea senza annullare la tensione.
Ci sono troppe cose già viste, troppi buchi di trama, troppa enfasi costruita fino a diventare per nulla emozionante.
Lucy è un film fallimentare su tutta la linea, brutto come non ne vedevo da tempo in sala. Non c’è un qualcosa di veramente sbagliato ma una serie di scene male integrate tra di loro. Sembra un film girato da almeno tre registi distinti, incapace di mantenere una coerenza lungo la storia, di costruire un ritmo che porti ad un climax efficace.
Magari un giorno scoprirò di avere frainteso questo film, di non avere capito la vena ironica e quasi parodistica che scorre durante tutta la narrazione. Oppure lo dimenticherò e lo archivierò come un film proprio brutto, il cui unico pregio è il non arrivare a farsi odiare visceralmente. Il resto è noia.

Mi è piaciuto:
Se sei maschio si può vedere più volentieri. Sì, mi riferisco a certe inquadrature strategiche.
Tutto sommato ci sono anche momenti belli ma durano veramente poco.
Gli effetti speciali sono buoni.
Anche il sonoro fa sentire i muscoli.

Qualche dubbio:
Scarlett Johansson che ambisce a diventare Dio, dimenticandosi che c’è un unico Dio… ed è Morgan Freeman.
Lei, nonostante tutto, è conciata bruttina (e non era facile)
Manca il super potere della buona recitazione.
Non è un film irritante, per fortuna, è solo una perdita di tempo (e non sembra duri poco).
Lucy per ricordarsi di essere dopotutto un umana bacia il poliziotto francese a caso in tutta apatia. Per poi ricordarsi di dover diventare Dio. E di essere intelligente.

Non mi è piaciuto:
Ejzenštejn si starà rivoltando nella tomba.
Ma è serio?
Quando è finito il primo spiegone è finito il film.
Vedo Samsung ovunque.
Un film internazionale senza un motivo.
Fanno vedere l’Italia ma non c’è Pierfrancesco Favino. Dove sei Pier??
Tanta noia.
Anche le scene che dovrebbero essere piene di tensione non emozionano.

Voto: 3.5

Criterio del voto: mi ha ricordato la saga di Bourne, solo che la sua qualità complessiva era 7. Il quinto elemento l’ho visto troppo tempo fa ,a non mi era piaciuto. Non vado pazzo per Besson, sappiatelo e regolatevi.

A chi può piacere: mi stupirei se piacesse a qualcuno ma, si sa, il mondo è vario. Quindi direi che può piacere al pubblico che si reca al cinema per motivi gastronomici (grandi mangiate di pop corn) e vuole un film idiota da cui può uscire illudendosi di avere visto un film da cinefilia solo perché girato da un francese.

Gabriele Lingiardi