DivineMusic: una semplice prefazione

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“La miglior medicina dell’anima” secondo Platone, “una categoria dello spirito umano” per Nietzsche; per molti di noi, più semplicemente, una passione, un piacere irrinunciabile; per altri semplicemente un elemento decorativo, un accompagnamento sonoro adatto alla situazione (che sia la sessione di studio, la festicciola con gli amici e via discorrendo).

Per altri ancora un business multimilionario che, nonostante numerosissimi mutamenti di natura tecnologica, economica e sociale, ha continuato ad essere un mercato redditizio per le grandi case discografiche (collocate nell’orbita di mastodontiche corporation mediatiche arcinote al grande pubblico), e lo è diventato per molte altre imprese e realtà (anche singoli individui) che hanno saputo sfruttare al meglio sia le eccezionali opportunità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione di massa sia le caratteristiche commerciali del “prodotto” musicale (ad esempio sviluppando nuove piattaforme per l’ascolto e l’acquisto di musica su internet).

La musica ha assunto in secoli di storia svariate vesti e forme, evolvendo di pari passo con la società nella quale era inserita, sia per quanto riguarda la parte strettamente formale (il “fare musica”: il concepimento di teorie innovative, la nascita di nuovi generi musicali) che per quanto concerne la sua fruizione da parte della popolazione (la sua enorme popolarità presso le grandi masse, soprattutto tra le fasce più giovani). Retaggio culturale dei popoli, elemento strutturale di cerimonie religiose e militari, efficace strumento didattico, piacere esoterico di raffinate elite culturali, popolare prodotto di consumo … le infinite declinazioni del fenomeno musicale ci danno una idea di quanto esso sia complesso e variopinto.

Detto questo, quello che vorrei fare attraverso questo blog è cercare di esporre alcune tematiche legate all’ambito musicale (inteso sia come industria musicale, che come fenomeno culturale) che ritengo interessanti, senza presunzione e senza sforzarmi di fornire risposte esatte o ideare teorie universalmente valide. Cercherò di sviluppare analisi il meno banali e scontate possibile, trattando gli argomenti che più mi incuriosiscono e esaminando alcune delle personalità del panorama musicale internazionale che, con i loro lavori, mi hanno maggiormente impressionato in questi anni. Spero inoltre che anche voi, intervenendo con consigli, critiche e commenti, possiate contribuire personalmente a questo progetto con una ampia varietà di pareri ed opinioni eterogenei, andando eventualmente ad integrare i miei articoli con ulteriori riflessioni o spunti.

Detto questo, vi voglio lasciare con tre canzoni: ognuna di queste è legata a temi ed argomenti che ho intenzione di trattare prossimamente sul blog, e per ora mi limito a proporvele senza preannunciarvi nulla.

Posh 111 – CocoNumit (Petre Inspirescu Remix)

Rrose – Onceless

Kento – Un giorno mi hai chiesto di spiegarti cos’è

Infine, periodicamente (ma non troppo), vi segnalerò eventuali nuove uscite degne di nota, o pezzi stagionati particolarmente interessanti, sperando che voi facciate altrettanto nei commenti. Tendenzialmente prediligerò i generi e sottogeneri della musica elettronica (house, techno, ambient, ibridi di ogni tipo), ma darò anche molto spazio alla musica e alla cultura hip-hop,  e alla musica pop in senso lato (che sia la band svedese di nicchia che ho sentito in concerto all’arci di turno o la celeberrima, arcinota popstar o dj (o presunto tale!) del momento; col termine “pop” in questo caso mi riferisco ad un tipo di musica facilmente accessibile: canzoni ritornello-centriche, melodie “catchy”, molto orecchiabili).

Questa era una semplicissima introduzione, giusto per darvi una vaga idea di come sarà (o come spero che sarà) il mio lavoro in questa sezione del blog nei prossimi mesi: ora non mi resta che salutarvi, darvi appuntamento alla prossima settimana e invitarvi a seguire anche le altre sezioni di questo giovane ed ambizioso blog!