Cronaca di un atto terroristico

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Scusate se non mi faccio sentire da un bel po’ ma le mie peripezie sono molto soffocanti. Oggi vi vorrei parlare di un evento dalla portata di definizione storica che ha creato un precedente di gravità fenomenale.

Non so se siete a conoscenza, sicuramente Gabriele si, di un film chiamato “The Interview”. Il girato, con protagonisti Seth Rogen e James Franco, racconta di due giornalisti incaricati dalla CIA di uccidere durante un intervista Kim Jong-un, il caro e amato dittatore nord-coreano che appena salito al potere aveva minacciato una quanto inopportuno bombardamento dell’America, così per sport. Ebbene da film, per altro comico, si è passati a scandalo internazionale. Mi ricordo che appena se ne si era sentito parlare, la Corea aveva annunciato che ne avrebbe considerato il suo rilascio un atto di guerra (da parte di chi poi? Kevin Spacey e qualche altro badass americano? Di certo non dal tranquillo e pacifico Seth Rogen). Ebbene Sony Pictures, produttrice e distributrice del film, non si è fatta intimidire e ha proseguito imperterrita con le riprese. Sfortunatamente qualche settimana fa, i server di Sony sono stati colpiti da un attacco informatico che ha riversato in rete più di 40 GB di dati comprensivi di scambi di email, film non ancora rilasciati e addirittura dati personali dei dipendenti, che infatti hanno aperto una class action contro Sony per non essere riuscita a proteggere i loro dati personali. Gli hacker, hanno subito giustificato il misfatto dando la colpa alla stessa Sony per aver promosso tale film. C’è da dire che Sony non è nuova ad attacchi informatici su larga scala, basti pensare qualche anno fa alla caduta dell’intero Playstation Network per parecchie settimane. Questa volta però gli hacker, dopo aver visto che Sony non si è lasciata impaurire, si sono spinti oltre e le minacce sono diventate serie. Settimana scorsa infatti gli hacker hanno annunciato degli attacchi terroristici ‘in stile 9/11’ nei luoghi di proiezione del film.
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Poche ore dopo, i principali cinema statunitensi hanno annunciato che avrebbero cancellato le proiezioni. Sony ha quindi ritenuto il caso di cancellare definitivamente il rilascio cinematografico del film, previsto nelle sale americane il 25 dicembre. Pochi giorni dopo, sono stati cancellati altri due film dai contenuti satirici. Oggi la Cina ha dichiarato che “The Interview” non é ‘niente di cui andar fieri’. Capite che in un mondo libero, la Nord Corea è riuscita a prevalere e a creare un precedente nella pubblicazione di film a sfondo satirico. Una cosa inammissibile e di profonda caduta morale, considerando che è stato intaccato senza nemmeno troppi problemi un gigante come Sony. Ora gli hacker proseguono con le richieste, minacciando un ulteriore pubblicazione di dati personali se la casa hollywoodiana non annullerà totalmente il rilascio del film.

Dopo settimane che nessuno muove un dito in favore di Sony; infatti benchè molti in internet abbiano consigliato a Sony di pubblicare il film online, Sony ha dichiarato che nessun distributore si è offerto. Il governo statunitense ha dichiarato solo qualche giorno fa di avere le prove che gli hacker siano conivolti con il governo nord-coreano, e gli gli Stati Uniti avrebbero risposto proporzionalmente a tale attacco. Ebbene da lunedi l’intera rete internet della corea ha subito dei gravi malfunzionamenti dovuti ad un attacco informatico chiamato DDoS (Denial of Service). Si pensa sia opera degli Americani, considerato anche il rifiuto ai commenti da parte della Casa Bianca, che ora suggeriscono allo stato coreano di ammettere le proprie colpe e di risarcire Sony.