Le 10 cose che amiamo di Alien

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Qualche giorno fa è stata ufficializzata la notizia che Neil Blomkamp (già regista di District 9, Elysium e Chappie) dirigerà il nuovo film di Alien prodotto dalla 20Th Century Fox.

Sicuramente il compito di riportare in auge la saga non è facile, soprattutto se si considerano gli ultimi tentativi quali Alien: la clonazione, i pasticciatissimi cross over Alien Vs Predator e l’ancora più pasticciato Prometheus.

Sicuro di venire letto dal buon Neil ho quindi pensato a 10 consigli (o pretese di un fan) da sottoporre all’attenzione della produzione.

  1. Nello spazio nessuno può sentirti urlare: così come la fantascienza è un western senza terra e sabbia il nuovo film di Alien dovrà utilizzare l’isolamento dello spazio più profondo, i silenzi, i corridoi stretti per terrorizzare lo spettatore.Nostromo_hall
  2. Non mostrare ma lascia intuire: i migliori horror sono quelli che giocano con l’inconscio e le paure più remote lasciando nello spettatore un senso di disagio. Alien non ha bisogno di mostrare il nemico ma solo di suggerirlo. Non c’è niente di più viscerale che percepire il pericolo senza poterlo vedere. Gioca con i sensi, non solo con la vista: un audio curato può garantire da solo il successo del film, ma anche il tatto, la concretezza e la vischiosità delle creature e delle loro emissioni (non che l’odore percepito dai personaggi) sono i veri protagonisti dei migliori momenti della saga.
  3. Non sacrificare il mistero ma spiega il più possibile: se una scena come questa ha successo è perché lo spettatore intuisce cosa sta succedendo ma non lo capisce. Si percepisce la presenza di un mondo più ampio che non si vede l’ora di esplorare. Ogni dettaglio deve porre una domanda ma dare anche una risposta. Ricorda l’errore di Prometeus, quella sceneggiatura che voleva essere poco più che un “pilota” per un qualcosa di molto più ampio. Serve invece un mondo cinematografico che chi si reca in sala può esplorare sentendosi straniero (o meglio, estraneo) ma parlando la stessa lingua del regista; avendo la stessa visione e le adeguate chiavi per la comprensione.
  4. La colonna sonora deve essere dura come l’acciaio: siamo persi nello spazio a bordo di una nave metallica sporca e claustrofobica, non servono gli orpelli e i suoni puliti di un’orchestra ma la concretezza del metallo, gli scricchiolii ritmici, gli sbuffi di vapore, le ossa che si spezzano…
    Per intenderci:
    questo!
    Jerry Goldsmith – The Alien Planet
    Non questo!
    Marc Streitenfeld – Invitation 
  5. Sigourney Weaver… Trattala male: quando si ha a disposizione una grande attrice come lei non si può farle andare tutto bene. Il/la protagonista dovrà trovarsi in una condizione di forte inferiorità. Se il personaggio sa come sconfiggere gli alien o possiede dei poteri che lo mettono al livello dell’antagonista il rischio che l’adrenalina cali è molto concreto. La Weaver poi ha la giusta ambiguità sessuale, è un uomo nel corpo di una donna, che la rende perfetta per il tema della riproduzione e della maternità quindi sfruttala al meglio.

  6. Non ricreare tutto a computer: come per Star Wars. Si ama solo ciò che si sente di potere toccare, gli animatronics sono perfetti in questo senso.

  7. Fai progredire la trama, non riproporre continuamente lo stesso status quo: dal terzo capitolo di Alien la saga si è fermata, riproponendo una serie di situazioni, quasi episodi, piccoli racconti, debolmente legati tra di loro. Intendo dire che se si salva un personaggio non lo si può uccidere all’inizio del film successivo e se un personaggio muore deve restare morto

  8. Mostraci un po’ di oggetti: gli oggetti sono belli, affascinano, complicano la trama, fanno vendere gadget e creano mondi attorno a sé. Questa scena, per esempio, è indimenticabile grazie all’esoscheletro.

  9. Non avere paura del rating: Alien non è per tutti, facciamo in modo che i bambini non possano andare a vederlo senza traumi emotivi. Il massimo del rating, grazie.KndPJV
  10. Non dimenticare Giger: Hans Ruedi Giger, colui che ha ideato le bellissime creature e scenografie di questa serie, se ne è andato nel 2014. Solo con le sue idee di fronte agli occhi e ben presenti nella testa il film potrà essere un successo!

Gabriele Lingiardi

  • Guest

    Figo!