MacBook: la forza di un’ unica porta

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Ho aspettato un attimo a scrivere questo articolo poiché ho sentito forti critiche verso Apple dopo l’ultima presentazione. Voglio lasciare da parte l’Apple Watch, se non dicendovi che i prezzi sono in linea che gli orologi di lusso, specie i modelli d’oro, ma anche quello più costoso con cassa e cinturino d’acciaio. Voglio ricordare inoltre che essendo primi modelli, puó essere che i prossimi costino di meno (il primo iPhone costava 699$ con contratto). Voglio concentrarmi ora sul nuovo MacBook. La caratteristica chiave di questo prodotto è data dalla presenza di un unica porta di tipo USB-C. In verità vi sono molte altre caratteristiche, quali il trackpad con il feedback tattile e il Force touch, tutte caratteristiche ereditate dall’orologio. Altre caratteristiche: non vi sono ventole e l’intera cassa del portatile funziona da antenna.

Il problema di questo portatile, non per me, è però la presenza di un unica porta. Le critiche mosse si poggiano sul fatto che essendo pure una USB-C, servano molti adattatori durante il normale utilizzo. Il che al momento è vero. L’idea del prodotto però sta proprio nel non-utilizzo dei cavi. Questo prodotto vi dice: ragazzi, usate il Wi-Fi, questo è il futuro! Basta cavi! Stampate tramite AirPrint, non utilizzate le chiavette, utilizzate il cloud! Avete la necessità di un uscita video? Usate AirPlay! Questo portatile sta per la prima vera volta stabilendo l’arretratezza della cavistica. Apple per la retrocompatibilità fornisce un unica porta, uno standard moderno, sacrificando la classifica MagSafe e l’ultra veloce Thunderbolt. Tra i sacrifici, questo l’unico che non capisco, vi è la mancanza di un lettore SD. Quello avrebbero potuto lasciarlo.

Chi critica questo prodotto per avere solo una porta non capisce quindi che è già tanto che ci sia. Apple vuole spingere per portatili totalmente privi di connettori. Giusto o sbagliato  questo sarà il tempo a dirlo.

Mi è stato anche chiesto per chi è allora questo prodotto, qual’è il target. La risposta è semplice. L’acquirente è colui che capisce le limitazioni del prodotto nel presente e il suo potenziale nel futuro. E servono le palle per mettere in commercio un portatile così. A chi sostiene (e c’è sempre chi lo sostiene) che Apple sia cambiata, vi ricordo che Apple ha sempre spinto per i cambi di I/O: sono stati i primi ad adottare i floppy da 3,5, hanno poi tolto questi in favore dei CD e DVD con l’iMac. Apple è stata anche la pioniere del Wi-Fi, producendo l’iBook, il primo portatile in commercio ad esserne dotato. In seguito anche i supporti ottici sono stati rimpiazzati (non è mai stato aggiunto il supporto al Bluray) in favore delle chiavette USB e degli Store online (eg: iTunes, Netflix, Spotify) con i primi MacBook Air. Ora secondo Apple è arrivato il momento di tagliare i ponti con qualsiasi tipo di connettore, inclusi i beniamini della mela.