l’evoluzione di Whatsapp e la Privacy

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Ricordo molto bene come circa un anno fa scherzavo sul fatto che whatsapp fosse una delle “peggiori” applicazioni, considerando il servizio offerto, le persone che ci lavorano e il numero di utenti. Infatti durante il 2013 e 2014 l’applicazione era praticamente rimasta uguale a se stessa, mentre altre applicazioni già presenti da molto tempo o appena nate iniziavano ad offrire molto di più (viber telegram ecc), ed erano sempre in costante aggiornamento, persino l’odiatissima facebook messanger era diventata “migliore” di whatsapp.

La svolta inaspettata è arrivata con l’acquisto di Whatsapp da parte di Facebook per 20 miliardi (si, Miliardi!) di dollari, ad un anno di distanza dall’acquisizione le cose sono molto cambiate, e non posso che essere contento della spesa di Zuckerberg.

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Tutti, qualche giorno fa, si saranno accorti dell’arrivo della crittografia “end-to-end” su Whatsapp, ma se ci pensate bene è solo una delle moltissime novità introdotte da Whatsapp nel corso degli ultimi 18 mesi.

  • Possibilità di effettuare chiamate
  • Nuova grafica in Material Design
  • Possibilità di inviare documenti
  • Introduzione di Whatsapp Web per chattare da pc
  • Backup automatico chat su Google Drive
  • Introduzione doppia spunta blu
  • Possibilità di non visualizzare e non far visualizzare le spunte blu
  • Redesign delle impostazioni e migliore gestione dei dati internet
  • Nuove emoji
  • Nuovo design per la fotocamera
  • Grassetto, Corsivo e Barrato
  • Crittografia end-to-end

Pensare che, dopo due anni di immobilità, in un anno e mezzo sono stati fatti tutti questi passi avanti è quasi incredibile! Evidentemente la “cura Facebook” funziona! Del resto dopo 20 miliardi di investimento sarà andato direttamente Zuckerberg dagli sviluppatori di Whatsapp a dirgli di muoversi. Perciò, sono dovuti i complimenti agli sviluppatori: meglio tardi che mai!44efa76aa40ae6a5349f285d6c62b602bccf95a7

Si potrebbe anche pensare che un motivo per il quale Whatsapp ha introdotto così tante novità possa essere stata la diffusione di Telegram, che offriva fin da subito molte di queste features. Ma Telegram ha solo un decimo degli utenti di Whatsapp ed è purtroppo solamente una piccolissima perla tra molte altre applicazioni più grandi.

In ogni caso si può osservare come Whatsapp e Facebook Messanger detengano i primi posti nella classifica delle app più usate, considerando che ora sono entrambe della stessa compagnia e che QQMobile è un’app diffusa praticamente solo in oriente, possiamo dire che in occidente Facebook ha, ad oggi, il dominio stabile della messaggistica istantanea.

Senza titolo-2La domanda interessante riguarda il futuro dei due servizi, che stanno diventando sempre più simili tra loro (fb messenger e whatsapp), cosa succederebbe se i due servizi dovessero unirsi? Se la chat di Facebook diventasse Whatsapp? Facebook avrebbe più o meno il ferreo controllo del 90% della nostro tempo sui social network. E qui mi ricollego alla crittografia “end-to-end”. Questo scenario decisamente Orwelliano da Grande Fratello rende chiara l’importanza che ha questa novità appena introdotta da Whatsapp.

La privacy è un argomento delicato, e capisco come possa dar fastidio sapere che una società possa accedere a tutto contenuto di un messaggio appena scritto. Specialmente negli ultimi mesi le persone si sono molto sensibilizzate a riguardo, e il recentissimo dibattito tra Apple e il governo americano circa l’iPhone dell’attentatore dello scorso Dicembre a San Bernardino, dove la stessa apple si è schierata, giustamente, a favore della protezione dei dati personali dei propri utenti, ha portato ancora una volta alla ribalta la questione. La situazione internazionale ha sicuramente spronato Whatsapp ad introdurre questa tutela per la privacy del consumatore, che ha riscosso numerosi commenti positivi.

Personalmente la mossa di Whatsapp non mi fa nè caldo nè freddo, non ho mai avuto particolari problemi con il fatto che un’azienda potesse accedere al contenuto dei miei messaggi privati, a una sola condizione. Ne faccio una questione moooolto materiale: se il sito, l’applicazione o il programma mi offre dei servizi validi, completi, unici, e magari gratuiti, io sono ben disposto a permettere l’accesso ai miei dati personali, la vedo come una forma di pagamento non monetaria. Perciò oggi che whatsapp è migliorato così nettamente ed è un’app davvero completa, avrei tranquillamente consentito il l’accesso ai miei messaggi privati! Quando invece il servizio non è particolarmente valido (coff.. coff. l’app coff.. di Facebook coff…) non sono certo altrettanto contento di condividere dati personali, non vedo un ritorno per il mio contributo di dati!

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Per di più sono convinto che oggi, nel momento esatto in cui si accende un pc o uno smartphone, la privacy nel suo significato più ampio di diritto di “riservatezza” o “vita privata”, venga completamente demolito, e oggi si discute sulle macerie di un concetto ormai ridotto all’osso senza che molti se ne siano nemmeno accorti. Non vogliamo che un computer dall’altra parte del mondo possa accedere al contenuto dei nostri messaggi e utilizzarli per fini meramente pubblicitari, ma siamo disposti a mettere a nudo gran parte della nostra vita sui social network dove persone reali e molto vicine a noi possono accedere ad una vera e propria miniera di informazioni sulla nostra vita.

Come sempre si temono molto di più i pericoli di cui non si ha il controllo rispetto a quelli, ben più grandi, di cui si è autori.