Questione di stile. Wes Anderson e il Budapest Hotel.

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Ho visto Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.
Il film mi è piaciuto, Anderson è sempre un grande, ma per scrivere una recensione che aiuti a “leggere” il film sento il bisogno di vederlo una seconda volta quindi ho deciso di sospendere il giudizio e spendere due parole su un argomento collaterale ma strettamente legato al film.

Wes Anderson nasce nel circuito indipendente, come la quasi totalità dei nuovi registi innovatori di questa generazione e riesce ad affermarsi come autore grazie a I Tenenbaum. Il suo stile visivo è sempre stato estremamente riconoscibile, il regista simmetrico, quello delle inquadrature a prospettiva centrale costruite come se fossero un collage di figure disegnate e i colori armonizzati alla perfezione (da fare invidia all’Antonioni di Deserto Rosso).
Un esempio per capire cosa intendo:

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Un film non è finito finché non è in sala.

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A novembre ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del listino Warner al Lucca Comics and gGames. Si sono viste molte cose interessanti tra le quali una lunga preview di The Amazing Spiderman 2. All’epoca non era uscito neanche il primo trailer per cui le immagini che abbiamo visto erano completamente inedite e spesso presentavano effetti speciali non ancora “disegnati” sulle scene.
È stato più divertente che vedere il trailer completo perché mi ha dato la possibilità di capire come un film si costruisce e rifinisce nel tempo.
Quando vidi per la prima volta l’immagine, che trovate qui sotto, era decisamente grezza. Con l’uscita del primo trailer migliorò decisamente ma continuava a non piacermi. Mi sembrava sempre fintissima.
Pochi giorni fa la campagna promozionale del film è entrata nel vivo, sono state pubblicate alcune featurette e alcuni spot. Ho quindi screenshottato lo stesso fotogramma dal trailer di gennaio e da quello di marzo. Guardate:

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Sono l’unico ad esaltarmi in questo “trova le differenze”?
Non possiamo sapere che cosa sia successo negli studios Sony, forse non ero l’unico a cui l’immagine non convinceva o forse nella fretta della produzione il trailer è stato pubblicato con immagini non definitive, come accade con quasi tutti i film con grandi effetti speciali. Anche nel trailer de Lo Hobbit, ad esempio, si potevano scorgere immagini della montagna diverse rispetto a quelle che poi si sono viste in sala. Molte produzioni girano le scene più spettacolari per prime in modo tale da averle pronte per i trailer che spesso escono anche 4-5 mesi prima del film. Ma nulla è mai definitivo finché non viene proiettato nelle sale: si pensi che la seconda scena dopo i titoli di coda di The Avengers è stata girata dopo l’anteprima mondiale e aggiunto alle copie distribuite nei cinema pochi giorni dopo.
Chissà se, tornando al nostro amichevole Ragnetto, troveremo questa scena ancora cambiata quando lo vedremo al cinema, io attendo con curiosità.

Ps ho scritto questo articolo per tentare di raccontarvi il mondo della post produzione e per iniziare a raccontare che cosa bolle in pentola negli Studios Hollywoodiani.
Come sempre attendo riscontri e consigli sulle rubriche.
Buon cinema a tutti!