Recensione: Jurassic World

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Jurassic World, di Colin Trevorrow, 2015.

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Il cognome del Mosasauro è Spoiler

Dopo una lunga pausa rieccomi più carico che mai. Come da tradizione durante la stagione estiva cercherò di scrivere post più brevi, sintetici per facilitare la lettura sotto l’ombrellone.

Mi sono preso qualche giorno di sospensione del giudizio dopo avere visto Jurassic World, non tanto per scarso gradimento ma perché non riuscivo a capire se quello che parlava dentro di me era il bambino che entrava in sala a guardare Il Mondo Perduto dopo avere consumato il VHS del primo Jurassic Park o era l’appassionato di cinema che sono ora all’età di 23 anni.

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10 consigli per fare bene i film di fiabe

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L’ispirazione per questo articolo

Mentre la mania dei cine comics sembra non esaurirsi affatto (a differenza di quella del fantasy che invece è agonizzante in un angolo) la nuova moda sembra essere quella della trasposizione delle fiabe in live action.

Purtroppo la qualità di questi ultimi prodotti è stata tutt’altro che eccelsa. Anzi, come dei rene il buon Yoda: “la banalità è forte in questi film!”

Dopo lunghe discussioni un team da me selezionato ha elaborato dieci consigli ai futuri registi per evitare di sottoporre lo spettatore a torture che neanche Alex in Arancia Meccanica.

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In difesa di Avengers – Age of Ultron!

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Avengers-Age of Ultron, di Joss Whedon, 2015.

Si sta facendo un gran parlare del secondo capitolo della saga di Avengers sia per i risultati straordinari al botteghino che per quell’insana passione dei fan dei fumetti che li porta a discutere di tutto e di più come se fosse una questione di vita o di morte. Si sono create tre fazioni: quelli che odiano a morte il film, quelli che “era meglio il primo” e quelli che lo vedono come un passo in avanti rispetto alla puntata precedente.

Avengers-Age of Ultron per me è un netto sì; un ottimo adattamento dei fumetti e uno dei migliori Marvel. Voglio provare quindi a difendere il film da molte critiche che mi sembrano infondate, ma non tanto confutandole quanto facendo un lavoro analitico sull’opera che ne analizzi il linguaggio e le idee che più mi hanno colpito.
Sarà un cammino abbastanza lungo, vi ringrazio quindi se mi seguirete fino alla fine.

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Una recensione Fast… And Furious 7

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Furious 7, di James Wan, 2015

Mi chiedo se la gente creda ancora che l’eroe agonizzante a terra dopo uno scontro all’ultimo sangue, con gli amici che cercano di risvegliarlo disperatamente, mentre il film entra nei suoi ultimi 15 minuti, possa veramente morire.

Se così fosse non sarebbero affatto sorprendenti la gloria e gli onori attribuiti a James Wan. E invece sorprendono eccome.

Non che Fast and Furious 7 sia un brutto film, intendiamoci: se si sa cosa si sta andando a vedere ci si può divertire da matti per due ore.

Se si è persone noiose come me solo per la prima ora.

Generalmente non si possono attribuire eccessive colpe a questa pellicola, non ci sono errori grossolani, momenti non riusciti o di stanca. Quello che delude è però che, a fronte di un’equilibrio formale e stilistico molto forte, non ci sono quei guizzi di genio, di improvvisazione, che il genere permette.

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EXCL in produzione il film su SomethingDivine

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Forse qualcuno di voi l’aveva già capito ascoltando i nostri podcast ma crediamo che per altri la notizia giunga a sorpresa. Nonostante l’entusiasmo siamo infatti riusciti a mantenere segreto l’accordo di produzione tra il brand SomethingDivine e Medusa film.

Siamo felici di potere ora annunciare la trasposizione su grande schermo delle vicende che hanno portato alla costituzione del nostro amato blog.
La trama seguirà le storie inizialmente separate dei due fondatori, unendosi a quelle dei successivi collaboratori in un thriller a forti tinte noir che vi lascerà incollati alla sedia.
Ecco la sinossi ufficiale:
In una sera d’autunno del 2013, lo studente del politecnico Matteo Riva, un genio dell’informatica, siede al suo computer e inizia con passione a lavorare ad una nuova idea. Passando con furore tra blog e linguaggi di programmazione, quello che prende vita nella sua stanza diventerà ben presto una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione. In soli sei anni e con 500 milioni di amici, SomethingDivine è il più grande blog della storia…ma il successo porterà anche complicazioni sia personali, sia legali.

I dettagli riguardo al casting sono ancora secretati ma possiamo dire che si sta per concludere l’accordo con Benedict Cumberbatch che interpreterà Matteo Riva. Per la parte di Davide Bonora invece il casting è ancora aperto.
La produzione sta combattendo per mantenere il rating più alto possibile, il film conterrà quindi numerose immagini esplicite e scene di violenza, soprattutto nei flashback sul passato dei due fondatori. Una pellicola che sicuramente farà discutere ma che ci auguriamo possa emozionare e fare conoscere al grande pubblico quel piccolo grande cult che è SomethingDivine.
In caso di successo della pellicola si ritiene possibile anche lo sviluppo degli spin off su DivineMovie e DivineMusic.
La regia sarà affidata all’esordiente russo Milos Kunishov, alla fotografia il nostrano Ruggero DiChini.

Al più presto vi aggiorneremo con nuove notizie.

La redazione.

Vizio di Forma, la recensione Freudiana.

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Vizio di forma, Di Paul Thomas Anderson, 2015

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È quasi impossibile riassumere in poche righe l’involuta e complessa trama di Inherent Vice (Vizio di Forma, tradotto) ma forse non è questo il bello del film di Paul Thomas Anderson.
La storia Freudiana di Larry “Doc” Sportello (interpretato magistralmente da Joaquin Phoenix) e Christian “Bigfoot” Bjornsen (un altrettanto bravo Josh Brolin), mischia i generi cinematografici come le sensazioni e le emozioni dilazionandole in un caleidoscopico affresco di figure e caratteri estremamente diversi tra di loro ma anche molto vicini. È grazie a questa ambiguità che Anderson riesce a vincere ancora una volta: lasciando il dubbio che tutta la vicenda sia quasi un’emanazione, un grosso trip, della mente di Doc.

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Le 10 cose che amiamo di Alien

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Qualche giorno fa è stata ufficializzata la notizia che Neil Blomkamp (già regista di District 9, Elysium e Chappie) dirigerà il nuovo film di Alien prodotto dalla 20Th Century Fox.

Sicuramente il compito di riportare in auge la saga non è facile, soprattutto se si considerano gli ultimi tentativi quali Alien: la clonazione, i pasticciatissimi cross over Alien Vs Predator e l’ancora più pasticciato Prometheus.

Sicuro di venire letto dal buon Neil ho quindi pensato a 10 consigli (o pretese di un fan) da sottoporre all’attenzione della produzione.

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Don’t you forget the Breakfast Club.

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Il 15 febbraio del 1985, 30 anni fa, usciva negli Stati Uniti un piccolo film che ha segnato generazioni: The Breakfast Club.
John Huges in quegli anni era ancora un regista e un autore abbastanza sconosciuto arrivato a Hollywood grazie al marchio National Lampoon (sotto il quale Landis diresse Animal House, per intenderci).
Breakfast Club è un film di reclusione, un’opera carceraria per ragazzi. Racconta di cinque adolescenti, estranei l’un l’altro, puniti dal preside Vernon per motivi sconosciuti (a inizio film). La punizione a loro assegnata è quella di passare il sabato mattina chiusi nella biblioteca del liceo a scrivere un tema di almeno mille parole su come immaginano se stessi nel futuro. Nessuno dei cinque ha, ovviamente, intenzione di scrivere. In particolare un ragazzo, John Bender, sembra intenzionato a sconvolgere ogni ruolo, portando ad una anarchia liberatoria. Fuggire o sottostarsi alle regole? Crescere o restare giovani?

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I 10 film più belli del 2014. La classifica che ha fatto tremare Hollywood!

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La classifica di Gabriele.

Ciao lettori di DivineMovie! Come ogni anno è arrivato sui vostri schermi un numero sovrabbondante di classifiche assai poco autorevoli. Siccome la nostra classifica è nota come la più rinomata e la più attesa dagli amanti di cinema (sì più di quella di Tarantino) e poiché nessuno legge mai queste introduzioni passiamo velocemente ai 10 migliori film del 2014.

Solo alcuni piccoli avvertimenti prima di partire: la classifica non segue un criterio di bellezza oggettiva ma di intensità e gradimento provati durante la visione. Non divido per genere né per ambizioni ma per l’entusiasmo che mi hanno suscitato. I primi 7 sono in ordine casuale.

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