Smartphone Android 2015 i Migliori Acquisti

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consigli dicembre 2015

Non ci sono fasce questa volta, un articolo unico per elencare tutti i migliori acquisti di smartphone Android. Una sola precisazione: nessun telefono sopra i 400€ che, come alcuni sapranno, è per me la massima cifra da poter spendere per acquistare uno smartphone di qualunque tipo.

Iniziamo con una lista dei 20 smartphone che ho scelto, tra i quali ve ne sono 4 in particolare che rappresentano le punte di diamante di questo elenco. Più avanti ogni smartphone è analizzato singolarmente. Buon divertimento!

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(sfogo) lo schifo degli operatori telefonici

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122128464-f1f42d68-4543-4a1c-97a8-0887efafd602Più che un nuovo post questo sarà uno sfogo, quindi non ci sarà imparzialità le affermazioni saranno molto istintive e tutto sarà da prendere con le dovute cautele.

Voglio parlare di operatori telefonici…

L’argomento è molto inflazionato, ma qualche giorno fa mi sono trovato a ripensare a tutti i “torti” che queste compagnie fanno ai loro clienti; per la prima volta li ho elencati mentalmente tutti assieme, e mi sono detto che un post era d’obbligo.

Semplicemente la conclusione della riflessione è stata che gli operatori telefonici siano le PEGGIORI SOCIETà io abbia mai visto. Quest’anno in particolare si sono spinte molto oltre il limite della loro, già scarsa, decenza.

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Arriva il caro Youtube Red!

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Ieri è stato un giorno importante, non solo per Marty McFly arrivato dal passato, ma perchè per una strana coincidenza è stato lanciato Netflix in Italia e contemporaneamente Youtube annunciava il suo nuovo servizio in abbonamento: Youtube Red.

… (e se state pensando che il nome ricorda Redtube, altro ben noto sito di video, sappiate che non siete gli unici e che non siete nemmeno i primi ad aver fatto questa battuta).

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Ecco i nuovi iPhon… hem… Nexus!

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Che Android si stia “appleizzando” e iOS si stia “androidizzando” è una cosa che ho già detto più di una volta e di cui sono sempre più convinto e felice, Apple e Google stanno imparando una dall’altra e stanno evolvendo i loro sistemi operativi e i prodotti di conseguenza.

Quando però Google prende i lati PEGGIORI di Apple e li fa propri per i nuovi Nexus, c’è poco da stare allegri.

Nexus 5X e Nexus 6P, doppietta di Nexus quest’anno, il primo di LG e il secondo di Huawei, il primo da 5,2 pollici e il secondo da 5,7.

Apparentemente DUE nexus potrebbero far luccicare gli occhi agli appassionati, ma per questi due telefoni sono state fatte alcune scelte MOLTO discutibili.

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Pecore in erba – Recensione da Venezia 72

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Pecore in erba, di Alberto Caviglia, 2015

locandinaSorpresa tutta italiana nella sezione orizzonti della settantaduesima mostra del cinema di Venezia, Pecore in erba è un finto documentario divertente ed originale che merita di essere riscoperto nelle sale.

Il film prende avvio da una -finto- fatto di cronaca: i maggiori telegiornali annunciano la drammatica scomparsa dell’attivista Leonardo Zuliani. Roma, e il mondo intero, rispondono alla notizia con incredulità. Folle si radunano nelle piazze per manifestare la loro solidarietà, personaggi di spicco del mondo della televisione, dell’arte e della cultura, si battono perché venga fatta giustizia. Ma chi è Leonardo Zuliani? e perché è così famoso?

Attraverso un lungo flash back, o meglio un documentario, dedicato alla vita del ragazzo, il regista Alberto Caviglia imbastisce una satira surreale volta a smascherare tutti i comportamenti aberranti della società, ormai diventati consuetudine. Nulla di quello che vediamo è accaduto realmente, ma la cinepresa racconta con realismo le conseguenze che la vita di un uomo come Zuliani ha avuto nel mondo nel mondo. Guardando il nostro specchio vediamo noi stessi, così vedendo questa umanità alla rovescia scopriamo i rischi di certi movimenti ideologici, apparentemente di nicchia.

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Inside Out la recensione.

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Inside Out, di Pete Docter, 2015

Si è molto parlato del nuovo film di animazione Pixar, Inside Out, utilizzando giustamente termini entusiastici “da locandina”. Un capolavoro; un film divertente, emozionante e commovente; lo straordinario ritorno della Pixar; il film dell’anno!

Difficile ribattere: il film è veramente originale e ben riuscito, ma ridurre l’analisi a categorie di merito rischia di fare perdere l’attenzione rispetto al dibattito sui contenuti del film.

Inside Out infatti si afferma come rivoluzionario non solo nell’animazione ma nella narrativa in generale grazie alla geniale intuizione di trama: ambientando gran parte del film nella testa di una bambina Pete Docter riesce a creare un mondo che, invece di essere, come da tradizione, sfondo alle azioni dei personaggi, è il vero e proprio protagonista. Gli ambienti del cervello in cui si muovono Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia sono vivi. Lo spettatore li percepisce come in costante mutamento, imprevedibili e carichi di personalità. Non a caso Riley, la bambina, viene percepita quasi come un’automa priva di una vera e propria personalità, ma attenzione (!) questo non significa che sia caratterizzata male. Semplicemente sono le isole della sua personalità a rappresentare il personaggio stesso più del corpo in movimento.

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Tracollo Samsung, il trionfo dei nuovi marchi

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Non mi capita spesso di dire “ve l’avevo detto” ma in questo caso lasciatemi fare un’eccezione e dirvi: ve l’avevo detto! e anche parecchio tempo fa!

Eh già perchè dovete sapere che prima di iniziare l’esperienza “Something Divine” ho tenuto per breve tempo un blog sul quale scrivevo in solitaria, e il primo articolo che pubblicai (ormai 2 anni fa!) fu una serie di 3 post chiamati “Cinese è meglio!” nei quali parlavo dei migliori smartphone di case orientali poco conosciute e che meritavano molta più fama di quella che avevano. Quindi, già allora, cercavo di avvisarvi della marea che si stava muovendo nel mondo Android e che oggi, posso finalmente dire, non è più soltanto una marea ma è diventata un’onda anomala… e qualcuno sembra non avere il salvagente!

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Island City recensione da Venezia 72

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Island City, di Ruchika Oberoi, 2015

12007177_10207985613266877_1898899973_nProduzione indiana simpatica e sorprendente. Sulla scia di Black Mirror il racconto si sviluppa attraverso tre episodi legati da un debole filo di trama, ma da grandi analogie tematiche (quali? Tecnologia ed effetti). Un impiegato dedito al lavoro viene costretto dal proprio capo a divertirsi a tutti i costi seguendo un percorso a tappe ideato dall’azienda, quando la sua busta verrà scambiata con quella di un terrorista la giornata diventerà la curiosa, comica, grottesca, preparazione di un attentato.
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Man Down la recensione da Venezia 72

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Man Down, di Dito Montiel, 2015

Sembra un po’ uno star vehicle questo Man Down tutto concentrato sul suo protagonista e attento a sottolinearne ogni sfumatura emotiva. Un tentativo di risollevare la carriera di Shia LaBeouf, ex star di Transformers, antipatico -a quanto pare- a molti. Alla regia Dito Montiel di Guida per riconoscere i tuoi santi.
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