Da un grande potere…deriva una lunga recensione! The Amazing Spiderman 2

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Non se ne sentiva il bisogno.

È quello che hanno pensato tutti dopo l’annuncio del reboot della saga dell’uomo ragno a soli dieci anni dalla trilogia-capolavoro-mozzato (il terzo film non ha proseguito l’ascesa qualitativa) di Sam Raimi.
Una volta in sala però si è capito il senso dell’operazione: adattare ad un pubblico nuovo la saga dell’uomo ragno che, a causa dell’ondata dei cinecomic firmata anni 2000, stava invecchiando male. Forse la colpa è della recitazione fumettosa di Tobey Maguire o dello stile tutto particolare di Raimi, ma io credo soprattutto a causa di un forte cambio di gusto da parte del pubblico generalista.
Ed eccoci al primo Amazing Spiderman, un film sostanzialmente inutile, che non aggiunge nulla al personaggio e non rimane emotivamente nello spettatore. Però, a guardare bene, c’erano già degli elementi che lo rendevano uno dei migliori blockbuster dell’anno: il rapporto tra Gwen Stacy (Emma Stone) e Peter Parker (Andrew Garfiled), lo stile profondamente diverso rispetto alla trilogia classica a partire dal costume, le atmosfere vicine alla (bellissima) serie Ultimate dei fumetti.
Anche questo secondo capitolo invece partiva sotto i peggiori auspici: si temeva un sovraffollamento di villain simile a quello di Spiderman 3, facevano storcere il naso trailer troppo carichi di gag che non presentavano alcuna trama avvincente e il personaggio iniziava a sembrare logoro dopo la sovraesposizione degli ultimi anni.
Sono entrato in sala con la cattiveria di chi si accinge a stroncare, sono uscito pensando a come scrivere una recensione che spiegasse come, questa volta, Sony e Marc Webb (nomen omen)… Hanno fatto centro!

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Un film non è finito finché non è in sala.

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A novembre ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del listino Warner al Lucca Comics and gGames. Si sono viste molte cose interessanti tra le quali una lunga preview di The Amazing Spiderman 2. All’epoca non era uscito neanche il primo trailer per cui le immagini che abbiamo visto erano completamente inedite e spesso presentavano effetti speciali non ancora “disegnati” sulle scene.
È stato più divertente che vedere il trailer completo perché mi ha dato la possibilità di capire come un film si costruisce e rifinisce nel tempo.
Quando vidi per la prima volta l’immagine, che trovate qui sotto, era decisamente grezza. Con l’uscita del primo trailer migliorò decisamente ma continuava a non piacermi. Mi sembrava sempre fintissima.
Pochi giorni fa la campagna promozionale del film è entrata nel vivo, sono state pubblicate alcune featurette e alcuni spot. Ho quindi screenshottato lo stesso fotogramma dal trailer di gennaio e da quello di marzo. Guardate:

20140310-014926.jpg

Sono l’unico ad esaltarmi in questo “trova le differenze”?
Non possiamo sapere che cosa sia successo negli studios Sony, forse non ero l’unico a cui l’immagine non convinceva o forse nella fretta della produzione il trailer è stato pubblicato con immagini non definitive, come accade con quasi tutti i film con grandi effetti speciali. Anche nel trailer de Lo Hobbit, ad esempio, si potevano scorgere immagini della montagna diverse rispetto a quelle che poi si sono viste in sala. Molte produzioni girano le scene più spettacolari per prime in modo tale da averle pronte per i trailer che spesso escono anche 4-5 mesi prima del film. Ma nulla è mai definitivo finché non viene proiettato nelle sale: si pensi che la seconda scena dopo i titoli di coda di The Avengers è stata girata dopo l’anteprima mondiale e aggiunto alle copie distribuite nei cinema pochi giorni dopo.
Chissà se, tornando al nostro amichevole Ragnetto, troveremo questa scena ancora cambiata quando lo vedremo al cinema, io attendo con curiosità.

Ps ho scritto questo articolo per tentare di raccontarvi il mondo della post produzione e per iniziare a raccontare che cosa bolle in pentola negli Studios Hollywoodiani.
Come sempre attendo riscontri e consigli sulle rubriche.
Buon cinema a tutti!