Don’t you forget the Breakfast Club.

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Il 15 febbraio del 1985, 30 anni fa, usciva negli Stati Uniti un piccolo film che ha segnato generazioni: The Breakfast Club.
John Huges in quegli anni era ancora un regista e un autore abbastanza sconosciuto arrivato a Hollywood grazie al marchio National Lampoon (sotto il quale Landis diresse Animal House, per intenderci).
Breakfast Club è un film di reclusione, un’opera carceraria per ragazzi. Racconta di cinque adolescenti, estranei l’un l’altro, puniti dal preside Vernon per motivi sconosciuti (a inizio film). La punizione a loro assegnata è quella di passare il sabato mattina chiusi nella biblioteca del liceo a scrivere un tema di almeno mille parole su come immaginano se stessi nel futuro. Nessuno dei cinque ha, ovviamente, intenzione di scrivere. In particolare un ragazzo, John Bender, sembra intenzionato a sconvolgere ogni ruolo, portando ad una anarchia liberatoria. Fuggire o sottostarsi alle regole? Crescere o restare giovani?

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