Oh my Godzilla. La recensione.

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Godzilla, di Gareth Edwards, 2014

Raccontare storie di mostri alti come palazzi non è affatto facile dopo quello che ha fatto Del Toro con Pacific Rim, film che ha segnato un punto cardine nella rappresentazione dell’immensamente grosso. La pellicola, di indubbia spettacolarità, adottava il punto di vista dei giganti, di Jager alti come i Kaiju che affrontavano, regalando allo spettatore battaglie insuperabili.
Inevitabile quindi la scelta fatta da Gareth Edwards di riprendere tutta la vicenda narrata in Godzilla secondo una prospettiva invertita, dal basso.

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Un fonico mi ha registrato al risveglio. Ovvero: il nuovo trailer di Godzilla!

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Un nuovo appuntamento con: non c’è due senza trailer!.
La rubrica che si emoziona con i Trailer.

Un nuovo Godzilla.
Ne sentivamo il bisogno?
No.
Ma lo gira Gareth Edwards! Te lo ricordi? Avevi trovato il DVD del suo primo film, Monsters, in Spagna e l’avevi acquistato. Te l’eri visto in inglese pensando che non sarebbe mai stato distribuito in Italia salvo poi aspettare un mese e trovarlo al cinema…
Si, ricordo… Il film mi piace solo i giorni dell’anno pari però il ragazzo prometteva bene.
Vediamo?
Vediamo!

Ripassone: partiamo dal teaser trailer.

Il salto, l’inquietante base di sottofondo (2001 odissea nello spazio). Un piccolo capolavoro che ha fatto decollare l’hype attorno al film.

Vediamo il Full Trailer

È un bel trailer apocalittico, e come nei bei trailer apocalittici ci deve essere un personaggio che invoca l’aiuto di Dio. Hanno pensato proprio a tutto, anche a farci dimenticare quel sogno nerd ad occhi aperti che è Pacific Rim.
Non ci sono mai stati test nucleari nel pacifico, erano solo tentativi di uccidere la bestia.
Come non apprezzare questo tentativo J.J.Abramsiano di rendere la storia intrigante? Da quanto Godzilla è su questa terra? Chi l’ha creato? Quante altre creature ci sono?
Le facce sconvolte, le testate nucleari e gli aerei che cadono.
Va tutto bene, la campagna marketing continua a fare il suo lavoro egregiamente. Rilascia regolarmente poster bellissimi e urli di lucertolone.
Solo che questi 2 e passa minuti mancano di qualcosa, sembrano troppo convenzionali, un (piccolo) passo indietro rispetto al teaser. Avrei gradito un montaggio ancora più rilassato e qualche mistero in più alla Cloverfield (la cui operazione virale sul web dava un contributo al valore e alla completezza del film) ma di più non posso obiettare. Una campagna marketing veramente ben fatta.

Trailerometro: una discreta bomba!