Island City recensione da Venezia 72

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Island City, di Ruchika Oberoi, 2015

12007177_10207985613266877_1898899973_nProduzione indiana simpatica e sorprendente. Sulla scia di Black Mirror il racconto si sviluppa attraverso tre episodi legati da un debole filo di trama, ma da grandi analogie tematiche (quali? Tecnologia ed effetti). Un impiegato dedito al lavoro viene costretto dal proprio capo a divertirsi a tutti i costi seguendo un percorso a tappe ideato dall’azienda, quando la sua busta verrà scambiata con quella di un terrorista la giornata diventerà la curiosa, comica, grottesca, preparazione di un attentato.
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