Inside Out la recensione.

Standard

insideout8-xlarge

Inside Out, di Pete Docter, 2015

Si è molto parlato del nuovo film di animazione Pixar, Inside Out, utilizzando giustamente termini entusiastici “da locandina”. Un capolavoro; un film divertente, emozionante e commovente; lo straordinario ritorno della Pixar; il film dell’anno!

Difficile ribattere: il film è veramente originale e ben riuscito, ma ridurre l’analisi a categorie di merito rischia di fare perdere l’attenzione rispetto al dibattito sui contenuti del film.

Inside Out infatti si afferma come rivoluzionario non solo nell’animazione ma nella narrativa in generale grazie alla geniale intuizione di trama: ambientando gran parte del film nella testa di una bambina Pete Docter riesce a creare un mondo che, invece di essere, come da tradizione, sfondo alle azioni dei personaggi, è il vero e proprio protagonista. Gli ambienti del cervello in cui si muovono Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia sono vivi. Lo spettatore li percepisce come in costante mutamento, imprevedibili e carichi di personalità. Non a caso Riley, la bambina, viene percepita quasi come un’automa priva di una vera e propria personalità, ma attenzione (!) questo non significa che sia caratterizzata male. Semplicemente sono le isole della sua personalità a rappresentare il personaggio stesso più del corpo in movimento.

Continua a leggere

Minions – la recensione banana

Standard

Minions, di Pierre Coffin e Kyle Balda, 2015.

Nati come spalla comica i Minions si sono guadagnati un lungometraggio proprio a colpi di slapstick e carinerie. Simili per sorte, carattere e peso specifico a Scrat de L’Era Glaciale questi fagiolini gialli, simili a bambini con l’itterizia -come si dirà nella battuta più cattiva del film-, attingono  dalla tradizione dei Looney Tunes e di Tom e Jerry. Le loro azioni sono caratterizzate dal ricercare un obiettivo ben definito ma mai totalizzante e nell’autosabotare involontariamente la propria missione frustrando così in partenza ogni aspettativa di successo. Questa struttura narrativa praticamente eterna (esiste da sempre e credo non tramonterà mai), trova il massimo dell’efficacia nella forma del cortometraggio o nello spot lungo e narrativo (me li vedrei bene in un Carosello). minions-poster-600x907

Continua a leggere

★ The Jobs Extraction – Pixar

Standard

pixar__up__wallpaper_13_by_pwn247-wide

Trent’anni fa, nel lontano 1984, una giovane Apple presentò al mondo un computer destinato a cambiare il gioco, il Macintosh, il cui nome deriva da una verità di mela.

Ma come sarebbe il mondo oggi se Apple, ma soprattutto Steve Jobs, non fossero mai esistiti? In onore di quel fantomatico pezzo di silicio ho deciso di scrivere quattro articoli che racchiudano in ognuno di essi una rivoluzione nella tecnologia di consumo avvenuta nel passato. È difficile rendersi conto di quanto il mondo potrebbe essere totalmente differente. Lascio a voi immaginare come e quanto sarebbe stato diverso il mondo.

Nel 1985 Jobs dovette lasciare Apple a causa di ‘golpe’ di John Sculley, CEO di Apple che fu assunto da Jobs stesso. Continua a leggere